Sos Colonganos Austis! Sos Colonganos Austis!

 

 

 

 

 

 
  • S’Urtzu e Sos Colonganos di Austis

 

                     ASSOCIAZIONE CULTURALE "SOS COLONGANOS"

 

                    Vico Liguria n.6- 08030- Austis (NU)

 

                    e.mail soscolonganos@tiscali.it

 

 

 

 

 

L'Associazione culturale Sos Colonganos di Austis si è prefissa di recuperare e valorizzare le tradizioni popolari della comunità e in particolare quelle che riguardano i riti legati al carnevale. Interesse prevalente è quindi la riproduzione in modo fedele, per quanto possibile, delle antiche maschere locali e dei loro comportamenti. Per questo si sono avvalsi della collaborazione della prof.ssa Dolores Turchi scrittrice e studiosa delle tradizioni popolari della Sardegna, ma anche della raccolta di testimonianze locali. Alcune persone di età avanzata ricordano non solo il nome della antica maschera, ma anche dei particolari, non per averle viste personalmente, ma per averne sentito parlare dai loro genitori.

 

I personaggi: Sos Colongànos si distinguono per l’abbigliamento, senza uguali nei carnevali della Sardegna. In testa portano pelli di volpe o di martora, sul viso una maschera di sughero nera nascosta sotto rametti e foglie di corbezzolo pianta sempre-verde che ha in se contemporaneamente fiori e frutti come auspicio di fertilità continua; indossano lunghe e scure pelli di capra ritenute necessarie ad invocare la pioggia; Portano sulle spalle un carico di ossi di animali, (un tempo legati con pezzi di intestino) l'uso degli ossi ha il significato rituale della rigenerazione perché dall'osso si rigenera la vita. In mano hanno un bastone o un forcone .Il nome Colonganos deriva dal greco Kolos ossia “colui che si veste di pelli”.

 

 Dell’ antico rito fa parte s’Urtzu, vittima sacrificale che indossa una pelle di cinghiale completa di testa, il viso imbrattato di carbone rappresenta colui che viene percosso, martoriato. È tenuto alla fune da alcuni bardiànos (guardiani) dal viso nero, vestiti con pastrano di orbace e cambales e muniti di bastoni.

 Durante la festa di Sant’Antonio Abate del 16 gennaio sos Colongànos sfilano attorno al falò come sofferenti in penitenza. Su due file ordinate, all’unisono sbattono in terra il bastone e poi eseguono un salto, scrollando le spalle per far risuonare il carico di ossi e produrre un suono sordo e lugubre. Nel frattempo s’Urtzu corre come pazzo, cercando di sfuggire ai guardiani. Sos bardiànos annunciano il passaggio del corteo producendo un prolungato suono con un corno d’animale o una conchiglia.

 

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